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Una nuova Speranza per i cetacei?

di Giacomo Bartelloni

18 gennaio 2008

37 Attivisti provenienti da Giappone, Spagna,Inghilterra, Germania, Francia e perfino Italia si sono imabarcati dal 21 Dicembre sulla nave "Esperanza" per lottare in prima linea nelle file di Greenpeace per evitare l'ennesima mattanza di cetacei perpetuata dalle baleniere giapponesi.

L'Esperanza è la nave più grande (70 metri di lunghezza) e recentemente acquistata (2002) da Greenpeace. Era precdentemente proprietà dei pompieri russi e per questo dotata di attrezzature per la navigazione in acque polari e di rompighiaccio. Il suo passato è leggibile da tutti gli interrutori del pannello di controllo ancora in cirilico. Prima di rimpredere il largo Greenpeace l'ha resa più "verde": il consumo del motore è stato ridotto, il suo rendimento in termini di energia è stato aumentato e la struttura della nave è stata spogliata di tutte i possibili materiali tossici (come le pareti di amianto).

Grazie alla presenza dei 3 italiani – Gianluca (Jonny)Simona e Caterina – e alla loro spontanea partecipazione a raccontare all'Ansa da una prospettiva "interna" l'impegno dei volontari di Greenpeace attraverso un diario di bordo possiamo comprendere la vita comunitaria a bordo di una nave.

Balene socievoliLa cosa che più stupisce della caccia alle balene è il fatto che il governo giapponese la spacci ancora per un contributo alla ricerca scientifica. Tuttavia questa giustificazione rimane agli occhi dell'opinione pubblica internazionale alla pari di una farsa. Il dipartimento della Pesca giapponese ha fissato per la attuale stagione di caccia un target di 935 cetacei tra i quali 50 megattere, specie protetta e rinomata tra i whale-watchers. Tokyo nonostante l'intervento diretto del premier labourista australiano Kevin Rudd in difesa delle balene ha deciso di perseverare nella sua decisione. Inoltre la pubblicazione sul Japan Times natalizio di un articolo contenente i risultati di un sondaggio proposto dalla sezione giapponese di Greenpeace rivela che il 66% della popolazione nipponica è contraria o non ha opinione nei confronti dell'uccisione delle balene e che l'82% non ha mai assaggiato carne di balena nè ha intenzione di assaggiarla. Questo risultato mette pareccho dubbi sull'utilità di questo bagno di sangue; forse che rappresenti una copertura per la pesca indiscrimintata di altri pesci come il tonno?

Dalla narrazione del primo emozionante avvistamento delle balene da parte dei nostri connazionali possiamo trarre un'amena cibano di krill e le mucche al pascolo che brucano l'erba. Frank Kamp, il capitano della nave, constatando la grande "socialità" che i cetacei hanno dimostrato nei confronti dell'equipaggio dell'Esperanza ha ribatito la sua ferrea intenzione a impedire l'ennesimo massacro.

Così proprio in questi giorni nei mari dell'Antartide, in mezzo agli iceberg, sta per accadere la più reale "battaglia navale" tra i due schieramenti, da una parte le baleniere giapponesi dall'altra Kamp e i suoi appoggiati dall'intervento australiano.

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